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Prove audio e video. Come portarle in tribunale riducendo il rischio del disconoscimento.

Parliamo di "AV Forensics", cioè prove audio video portate in tribunale.




La trappola del disconoscimento: come cerca di difendersi la controparte.

Tramite il tuo avvocato hai portato in tribunale una registrazione che prova un abuso. Ma la controparte l'ha disconosciuta, sostenendo che non è riferita al periodo dei fatti.

La "catena di custodia digitale delle prove", cioè il sistema che blinda data/ora e genuinità di un file fin dal primo istante in cui viene creato, è nata anche per evitare queste situazioni. La blindatura avviene con impronte Hash SHA-256 firmate mediante crittografia asimmetrica (con chiave privata in chip crittografico residente nel cuore del dispositivo), marcature temporali QTS indipendenti dalle impostazioni del dispositivo e specifici cloud certificati. Ma stiamo parlando di soluzioni lontanissime dall'elettronica di consumo, integrate nei dispositivi e progettate per una gestione basata sulla natura dei dati.

Infatti la Legge 48/2008 ha imposto solo alle forze dell'ordine (e ai consulenti del PM) il principio della conservazione del dato. Nel farlo, ha gettato le basi per la catena di custodia digitale delle prove e per l'adozione di dispositivi come ad esempio i Mobile Angel B2G dei Carabinieri, le BodyCam Axis su cloud WO-RM Microsoft Azure, i sistemi video Axon Evidence (es. DEMS), le telecamere Reveal, i localizzatori satellitari GPS a tripla ridondanza forense e altri dispositivi lontani anni luce da quelli normalmente in uso per le indagini private.

Nella nostra nazione la catena di custodia digitale delle prove per le indagini private è facoltativa: i file possono essere portati in tribunale anche senza catena. Spetta al giudice decidere se prenderli in considerazione purché siano comprensibili, attendibili, coerenti e ottenuti in modo lecito.

E' possibile ridurre il rischio di disconoscimento delle prove in modo semplice e accessibile a tutti?

In alcuni casi può essere sufficiente la "notarizzazione manuale", cioè certificare che un file (e il suo contenuto) esistevano in un determinato periodo e non possono essere stati modificati successivamente.

Uno dei tanti esempi è quello dei coniugi separati. Durante le udienze uno dei due mostra delle foto che aveva scattato tempo fa in luogo pubblico, documentando l'infedeltà. Ma l'altro le contesta, sostenendo che sono riferite ad un periodo recente (quando i due erano già separati in casa e liberi di frequentare chi volevano). La notarizzazione manuale ha dimostrato che quelle foto esistevano prima della separazione in casa.

Altro esempio è Giuseppe che pubblica un post diffamatorio su Instagram contro Paolo. Paolo lo vede, fa uno screenshot e lo notarizza manualmente in pochi minuti. Dopo poco Giuseppe si rende conto di aver esagerato e cancella il post. Ma ormai è incastrato dalla notarizzazione manuale, che dimostra l'esistenza del post in quel momento.

La notarizzazione manuale è facile e accessibile a tutti, anche privati cittadini. C'è ad esempio 'DataCerta' della piattaforma LetteraSenzaBusta. C'è anche TrueScreen, che offre una gamma di servizi online e una comoda app per certificare le foto scattate con il cellulare.

  • Nella notarizzazione manuale è importante ridurre il più possibile il tempo che intercorre fra la generazione del file da parte dello strumento utilizzato (es. una foto) e la certificazione. Conviene organizzarsi per certificare in fretta.
  • Se possibile, nel caso di foto e video può essere utile inquadrare qualsiasi elemento esterno che può fornire un ulteriore riferimento temporale: un cartellone pubblicitario con un evento programmato in quel periodo, un insegna con data/ora, un cantiere stradale o edile, un negozio che ha aperto recentemente o altri riferimenti databili. Ad esempio Paolo genera un video che documenta un abuso e lo notarizza manualmente. Ma Giuseppe sostiene che la data in sovraimpressione nel video è errata: secondo lui le immagini si riferiscono al passato e sono state notarizzate con forte ritardo. Nel video tuttavia si nota un cartello stradale che, secondo l'ufficio segnaletica del comune, in passato non esisteva e questo conferma la validità del video.
  • Per certificare un file di grosse dimensioni (es. un video o una lunga registrazione audio) bisogna calcolare il suo Hash-256, cioè in parole semplici la sua "impronta digitale": si può fare online in pochi secondi con questa utility gratuita o qualsiasi altra. Poi bisogna accedere a "Notarizza su BlockChain" di LetteraSenzaBusta e cliccare il riquadro a destra "Inserisci Hash". Mentre per file di piccole dimensioni si può usare sempre questo servizio o altri simili. In ogni caso il costo è di pochi euro. Dopodiché basterà entrare nel proprio account per dimostrare la data certa del file, vedere il suo Hash-256 e confrontarlo con quello del file esibito (devono essere identici). Di solito il file originale certificato deve conservarlo l'utente, prestando attenzione a custodirlo con cura senza modificarlo minimamente.

A chi vuole disconoscere una prova certificata temporalmente restano due possibilità: sostenere che è stata manipolata prima della certificazione, oppure che risale a molto tempo fa e non riguarda la causa. Se il disconoscimento è in malafede sono strade in salita. Ad esempio, se un video è autentico e integro i periti (CTP/CTU) possono attestare che non ha anomalie ("marker") nei metadati, nei fotogrammi chiave, nel formato di compressione nativo e nella struttura GOP dei fotogrammi.

La data/ora in sovrimpressione nelle foto e nei video, oppure quella riportata nei metadati EXIF o nel nome di un file, hanno valore? Non valgono nulla perché sono frutto di impostazioni facilissime da alterare.

Diverso è il caso in cui la prova fallisce perché la controparte dice: "In quel file non si vede/sente nulla. Non sono io!". Qui entrano in gioco la qualità del dispositivo usato, i suoi limiti oggettivi, gli errori operativi durante l'uso, imprevisti e cause di forza maggiore. Anche per questo conviene scegliere un dispositivo di qualità e acquistare da chi offre manualistica esauriente e consigli per l'uso.

Se devi portare una prova in tribunale incarica sempre il tuo avvocato. Il "fai da te" forense può generare problemi!

I riferimenti pubblicati in questa pagina sono puramente generici e informativi. Si raccomanda di sentire un legale di fiducia per ogni dubbio o necessità specifica. 


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