Parliamo di " AV Forensics ", cioè prove audio video digitali ottenute con l'elettronica investigativa e portate in tribunale. La trappola del disconoscimento: come cerca di difendersi la controparte. Tramite il tuo legale hai portato in tribunale una foto che documenta un abuso. Ma la controparte l'ha disconosciuta, sostenendo che è stata modificata al computer o che non è riferita al periodo dei fatti. Queste situazioni potrebbero essere evitate con la "catena di custodia digitale" delle prove, che blinda data/ora e genuinità del file fin dal primo istante in cui viene creato. Questo avviene con impronte Hash SHA-256 firmate mediante crittografia asimmetrica (con chiave privata residente nel dispositivo), marcature temporali QTS indipendenti dalle impostazioni del dispositivo e cloud certificati WO-RM. Parliamo di procedure automatiche, istantanee e intrinseche nell'utilizzo dei dispositivi, progettate su misura per la natura dei dati e che partono ...
In quell'ufficio tutto sembrava super sicuro: niente microspie, nessun malware, rete WiFi protetta. Ma c'era qualcuno che sapeva sempre cosa veniva detto al suo interno. Un cliente si è rivolto alla nostra attività per verificare il sospetto di un controllo nascosto nel suo ufficio privato. Poche settimane prima aveva commissionato una bonifica ad un’altra attività, che aveva certificato l’assenza di microspie, la sicurezza del PC e della rete WiFi. Ma i sospetti di un controllo occulto erano rimasti. Appena entrati nell'ufficio abbiamo notato una classica telecamera WiFi “stand-alone” : in pratica uno di quei dispositivi commerciali economici che si appoggiano su un tavolo e funzionano in modo indipendente, senza essere integrati in un sistema di videosorveglianza. Il cliente l'aveva acquistata anni fa per monitorare eventuali accessi all'ambiente. Tuttavia la telecamera sembrava al di sopra di ogni sospetto: marca nota e di qualità, doppia verifica per accedere ...