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Cosa possono fare le agenzie investigative e gli investigatori privati in Italia

Il portale del Diritto La Legge per Tutti ha pubblicato un articolo nel quale si afferma che: "Un investigatore privato può compiere tutte quelle attività che sarebbero lecite anche se fossero compiute da un normale cittadino..." (articolo completo).

Nella comunità giuridica è un'affermazione comune. Ma fra un investigatore privato e un normale cittadino ci sono anche sostanziali differenze, ad esempio:

  • L'investigatore privato, grazie alla licenza rilasciata dal Prefetto, può raccogliere informazioni per conto di terzi dietro pagamento di un compenso. Mentre il normale cittadino può raccogliere solo informazioni su sue questioni private e personali (vedi oltre).
  • Le agenzie investigative sono assoggettate alle norme europee GDPR (trattamento dei dati personali). Mentre il normale cittadino, in taluni casi, ha maggiore libertà d'azione perché non è assoggettato al GDPR quando agisce per motivi e usi personali (art. 2 GDPR).
  • L'eventuale reato commesso da un investigatore privato è soggetto alle aggravanti previste da alcuni articoli del Codice Penale (es. art. 615bis). Queste aggravanti non riguardano il normale cittadino.
  • Le agenzie investigative dispongono di supporti organizzativi, formazione professionale ed esperienze che un normale cittadino non ha.

Anche un normale cittadino può svolgere personalmente un'indagine privata?

Si, ma solo per "motivi e usi personali", cioè su questioni strettamente private che lo riguardano in modo diretto e personale. In questo caso non c'è bisogno della licenza prefettizia prevista per le agenzie investigative. Questo è lecito fino a quando l'attività non assume "carattere professionale o imprenditoriale", cioè non viene svolta per conto di terzi dietro pagamento di un compenso. 

La conferma è nella sentenza 48264/2014 della Cassazione, che ha escluso il reato di esercizio abusivo dell’attività di investigatore privato per un cittadino che aveva svolto appostamenti e pedinamenti nei confronti della ex moglie. Tuttavia sono attività che possono comportare altri rischi, ad esempio errori operativi e strategici, emotività e violazione della privacy.

Di seguito riassumiamo i principali limiti di legge che riguardano le indagini private in Italia.

Quali sono i principali controlli nascosti vietati dalla legge, sia per le agenzie investigative che per i normali cittadini?

  • Controlli nascosti all'interno di private dimore e uffici privati altrui.
  • Controlli nascosti su comunicazioni a distanza altrui (PC, server, reti, telefonini, flussi telematici, chat, posta, messaggistica, telefonate, account, messenger, ecc.).
  • Controlli che causano molestie, paura o turbamento nella persona controllata e/o persone vicine. Bisogna agire in modo discreto e contenuto, altrimenti si rischia una denuncia per molestie (o stalking in casi gravi e reiterati). 
  • Accesso abusivo a dati coperti dalla privacy. Documenti riservati, database e sistemi informatici protetti, reti informatiche, archivi riservati, ecc.

Vediamo ora i principali controlli nascosti che di per sé non configurano ipotesi di reato:

  • Pedinamenti e appostamenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico. A patto di agire in modo discreto e contenuto, senza causare molestie, paura o turbamento nella persona controllata e/o persone vicine.
  • Controlli con localizzatori GPS. Di principio generale vengono equiparati ai pedinamenti, vedi sopra.
  • Foto e video fatti di nascosto in luoghi pubblici o aperti al pubblico. E' ammesso riprendere di nascosto quando si è fisicamente presenti sul posto, documentando ciò che si sta osservando con i propri occhi. Mentre non è ammesso nascondere microcamere in luoghi pubblici o aperti al pubblico e allontanarsi (salvo riprese per fondati sospetti di reati es. atti vandalici reiterati, furti e danneggiamenti ricorrenti). In ogni caso foto e video non devono essere divulgati pubblicamente e bisogna agire in modo discreto e contenuto, senza causare molestie, paura o turbamento nella persona controllata e/o persone vicine.
  • Consultazioni di pubblici registri e banche dati pubbliche.
  • Controlli nascosti all'interno della propria privata dimora o del proprio ufficio privato. Sono ammessi a patto di essere fisicamente presenti sul posto e di prendere parte alle captazioni nascoste senza allontanarsi.
  • Richieste di informazioni a persone informate sui fatti. In questi casi bisogna presentarsi all'interlocutore con la propria reale identità, senza far credere di essere un'altra persona.
  • Microspie nascoste all'interno degli autoveicoli. Può sembrare strano, ma Cassazione ha statuito più volte che non è reato anche se ci si allontana dopo aver nascosto la microspia. Questo perché un autoveicolo non è una privata dimora. Resta comunque un controllo al limite e di dubbia legalità.

Fermo restando quanto sopra, per bilanciare il diritto ad indagare e il diritto alla privacy della persona indagata bisogna rispettare anche i principi di "scopo, necessarietà, proporzionalità e continenza".

  • SCOPO E NECESSARIETA'

II controlli occulti devono essere necessari per perseguire uno scopo lecito, che di norma coincide con la necessità di far valere o difendere un diritto legalmente riconosciuto (o adempiere a un dovere di tutela come la potestà genitoriale).

Si pensi ad esempio ad un controllo GPS. Se lo scopo del controllo è interferire nella vita privata di una persona che rifiuta delle attenzioni sentimentali, è uno scopo chiaramente illecito: di conseguenza il controllo GPS diventa lesivo della privacy, aprendo la strada al risarcimento dei danni e a reati come molestie o stalking.

Molto diverso è un controllo GPS necessario per tutelare un figlio minore (es. concreti sospetti di uso di droghe, condotte a rischio, ludopatie) o per raccogliere prove in ambito civile o penale (es. infedeltà coniugale, tutela del patrimonio o della sicurezza). In queste circostanze i controlli nascosti rispondono a interessi leciti e giuridicamente tutelati, salvo abusi connessi a quanto riportato nel prossimo paragrafo "Proporzionalità e continenza".

  • PROPORZIONALITA' E CONTINENZA

I controlli nascosti devono essere anche pertinenti e proporzionati allo scopo. In concreto, l'attività di controllo non può essere generica o indiscriminata. Lo sconfinamento nella sfera privata altrui deve avvenire con strumenti, tempi e modalità limitati al necessario per ottenere le informazioni che servono.

Ad esempio non è ammesso nascondere un localizzatore GPS nell'auto di una badante sospettata di maltrattare un anziano: considerando che le presunte percosse avvengono in casa, sarebbe un controllo abusivo perché non attinente e sproporzionato.

Se invece la badante è concretamente sospettata di allontanarsi dalla casa durante la notte, lasciando l'anziano da solo, può essere lecito monitorare di nascosto gli accessi di casa con appostamenti, telecamere o sensori sulla porta d'ingresso/cancello. Mentre non è lecito monitorare di nascosto l'interno della casa o l'auto privata della badante.

Comunque nessun controllo occulto, neppure il più lecito e necessario, può durare a tempo indefinito divenendo insistente e sistematico: se non si ottengono risultati in tempi contenuti va interrotto.

Terminiamo questo breve viaggio nelle regole generali delle indagini private ricordando che non c'è alcun obbligo di esibire le informazioni raccolte in tribunale. Infatti molto spesso le informazioni vengono usate solo per gestire situazioni private, verificare sospetti e prendere decisioni a livello personale. 

L'unica regola invalicabile è non rendere pubbliche le informazioni raccolte (ad esempio sui social network, nelle chat di gruppo o negli ambienti di lavoro). Tutto va gestito con discrezione, per non ledere la privacy e la reputazione delle persone coinvolte.

I riferimenti pubblicati in questa pagina sono generici e informativi. Si raccomanda di sentire il parere di un avvocato di fiducia per ogni necessità specifica.


Fonti e approfondimenti


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