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Coppie clandestine in tempi di Coronavirus.

Possono essere anche un rischio sanitario?

Luciano Ponzi, presidente dell'associazione italiana investigatori Federpol, recentemente intervistato dall'agenzia di stampa Adnkronos ha dichiarato: Se la maggioranza degli amori clandestini sono sospesi, c’è comunque chi non resiste al distacco fisico e sfida la sorte anche in tempi di Coronavirus“. 
E' di pochi giorni fa l'episodio della ragazza ventinovenne di Rimini che si è inventata uno stupro per nascondere al marito una notte trascorsa fuori casa con l’amante pakistano. Nella zona di Roma invece è stato beccato un marito che incontrava l’amante nei pressi di un cimitero (usciti nel cuore della notte mentre la moglie di lui dormiva profondamente perché ubriaca). Per non parlare, sempre secondo Ponzi, di una coppia clandestina nell'ambiente sanitario beccata all'interno di un'ambulanza.

L’amore platonico, al giorno d’oggi, è raro come il quadrifoglio. L'emergenza Coronavirus però costringe le coppie clandestine a fare ricorso proprio alle passioni spostate su un piano platonico e virtuale. Tutti devono portarsi l'autocertificazione. In giro non c'è movimento. Bar, ristoranti, palestre e discoteche sono chiusi. Feste private nemmeno a parlarne. In luogo pubblico bisogna stare a distanza sennò si da subito nell'occhio. Le relazioni clandestine sono prevalentemente fisiche, non platoniche. Ma andare nei motel, nei residence o nelle seconde case è quasi impossibile. Ogni movimento è a rischio di pesanti multe.

Il Coronavirus è un curioso 'animaletto': seicento volte più piccolo del diametro di un capello ma ha bloccato mezzo mondo economico e sociale. Sempre secondo Luciano Ponzi, anche l’attività delle agenzie investigative è crollata quasi a zero. Gli stessi investigatori privati riferiscono di sentirsi a rischio multe e denunce con decreti che parlano genericamente di “attività lavorativa non differibile“. Le agenzie investigative infatti non sono nella lista governativa delle attività autorizzate a restare aperte (lista 'Ateco').

Psicologi, sociologi, investigatori e avvocati matrimonialisti concordano nel ritenere che, nell'universo delle coppie clandestine, il fuoco cova sotto la cenere. Si stanno organizzando per il dopo quarantena tenendosi costantemente in contatto. I canali di comunicazione sembrano essere i soliti: chat autodistruggenti di Telegram, secondo utente nel cellulare, chat secondarie e semisconosciute, secondo cellulare nascosto. Questo fa anche crescere il rischio di destare sospetti in mogli e mariti che in questo periodo sono vicini come non mai.

Ma ci sono anche le coppie future. Cioè quelle coppie che oggi tentano di formarsi virtualmente via Internet, complici la noia di questi giorni e la vicinanza forzata dei coniugi che fa esplodere antiche crepe nei mènage. Appena finita la quarantena diventeranno decine di migliaia di nuove coppie reali. L'agenzia di stampa Adnkronos riferisce che il management della App ‘Once’, leader nello slow dating con 1,2 milioni di utenti in Italia, ha dichiarato un aumento delle attività quotidiane degli utenti del 40% a partire dalla promulgazione del primo decreto ‘Io resto a casa’. Un caso? Nessuno ne è convinto.

Secondo Marco Meliti, avvocato matrimonialista e presidente dell’Associazione italiana ‘Diritto e Psicologia della Famiglia’, le coppie clandestine non verranno neppure scalfite dall'emergenza Coronavirus. Sempre secondo l'avvocato Meliti, comunque vada a finire la terribile vicenda Coronavirus sarà la coppia legittima ed incrinata a scoppiare. Non scoppierà la coppia clandestina. 

In tanti sono pronti a scommettere che le coppie clandestine saranno fra le primissime attività umane a ripartire. E probabilmente questo avverrà in modo prematuro e irresponsabile. Le coppie clandestine saranno più numerose di prima e rinforzate da maggior appetito. E' quindi realistico attendersi che si esporranno a maggiori rischi di essere scoperte e a rischi sanitari che potrebbero far ripartire l'epidemia.



Electronet Modena. 



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